Un attimo alla volta
Giornate affollate e piene, di parole, progetti e persone. Giorni vissuti di corsa, col fiato corto, la mente piena di numeri, progetti e seccature.
In periodi cosi ti sembra di essere dentro una centrifuga e di non riuscire più a ricordare chi sei e cosa vuoi. La stanchezza prende il sopravvento su tutto.
Ma in questo istante. Con il sole di novembre che mi batte sulla tastiera, e che cerca con tutte le sue forze di scaldarmi. Con i miei colleghi intorno che, per la prima volta, dopo tanti (troppi) anni,mi fanno sentire parte di una squadra. In questo momento, la stanchezza la metto un attimo a tacere.
Smetto la corsa, prendo un caffè, scrivo due righe, mi ricordo chi sono e mi piace la pelle in cui abito.
Qui ed ora.
Un attimo alla volta.
In periodi cosi ti sembra di essere dentro una centrifuga e di non riuscire più a ricordare chi sei e cosa vuoi. La stanchezza prende il sopravvento su tutto.
Ma in questo istante. Con il sole di novembre che mi batte sulla tastiera, e che cerca con tutte le sue forze di scaldarmi. Con i miei colleghi intorno che, per la prima volta, dopo tanti (troppi) anni,mi fanno sentire parte di una squadra. In questo momento, la stanchezza la metto un attimo a tacere.
Smetto la corsa, prendo un caffè, scrivo due righe, mi ricordo chi sono e mi piace la pelle in cui abito.
Qui ed ora.
Un attimo alla volta.


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