Aperitivo d'autunno
Ieri sera, dopo cena, sul divano, la prima
tisana. Aperitivo d'autunno, perché l'autunno sta arrivando. Lo senti già
nell'aria frizzantina della mattina, lo senti nel profumo della pioggia, nella
voglia di coperte calde e luci soffuse. La sbornia estiva è passata ed è ora di
tirare i remi in barca e prepararsi ad affrontare un nuovo inverno con tutte le
sfide che e le salite che ci riserva. Perché essere felice e sorridenti nei
pomeriggi d'estate è facile. Quando fuori splende il sole, fa un bel caldo e senti
vicina la libertà delle vacanze, è facile avere il cuore leggero. La vera sfida
è portare sempre il sole dentro anche quando fuori soffia il vento di novembre
e la nebbia avvolge il mondo.
Anna dai capelli rossi
diceva "I'm so glad I live in a world where there are Octobers".
Mai frase più vera. Arriverà cosi, all'improvviso, in un sabato mattina
soleggiato ma non troppo, di quel sole tiepido che non riscalda, ma asciuga. Mi
alzerò con poca convinzione, dubbiosa se lasciare o meno il mio letto caldo e
indosserò la tuta più comoda e sciatta che ho, una felpa larga e una coda di
cavallo.Ci vorranno almeno un paio di giri sulla bialetti da due tazzine per
riempire l'enorme mug di Starbuck, bianca e viola della Washington University
"purple, bold and gold", comprata proprio immaginando questo momento
solo qualche mese prima.
Avvolta nella sciarpa, le cuffie nelle
orecchie, un libro in borsa e la tazza in mano imboccherò il vialetto d'uscita,
chiuderò la porta di casa a doppia mandata e via! Una canzone pop leggera e
ritmata per iniziare a camminare. L'aria fresca che mi pizzica sul viso ancora
assonnato, un sorso di caffè. Per arrivare alla meta passo per centro, dal
mercato, ma non mi farò distrarre...non ora, per i doveri della buona casalinga
ci sarà tempo più tardi.
Intanto il passo si fa più spedito, il sole è
timido e velato, le guance iniziano ad arrossarsi e nelle orecchie c'è un
allegro swing che ondeggia al ritmo dei mie capelli legati in una coda alta.
Piccola discesa, e ci siamo. Cancelli del parco varcati...mi concedo una
piccolissima pausa per prendere una boccata d'aria ispiratrice e decidere la
rotta. La via più semplice è quella che porta alla villa, ma non è domenica
pomeriggio, e della mondanità non ce ne facciamo nulla, per cui lasciamo
attraversare i corridori e i bimbi in bici, assumiamo un passo spedito e giù
per il vialone. Ora lontana dai rumori della città, della vita, immersa nel
verde,nel profumo dell'erba bagnata ,di corteccia e di castagne, con lo
scricchiolio delle foglie cadute sotto i piedi posso posizionare l'ipod su
Malika e rallentare il passo. Inizia la ricerca, destinata a rimanere
infruttuosa di un posto dove sedermi a leggere. Lo cerco ogni volta, e
raramente lo trovo. In realtà ogni panchina sarebbe il luogo giusto, ogni
radice di albero sarebbe perfetta, ma la voglia di spingersi "ancora un po'
in là", di salutare gli alberi dietro quella curva è sempre troppo forte e
tentatrice e non riesco a fermarmi. E cosi continuo a camminare immersa nei
colori di ottobre, "i'm so glad I live in a world where there are Octobers".
La magia della natura che ci saluta prima del riposo invernale, che fa il
cambio degli armadio, si stiracchia e cerca la posizioni più comoda per poi
scivolare nel letargo.
Più ti addentri nel parco e più ti stacchi da
tutto. Il tempo si ferma, le voci non ti raggiungono, puoi regolare la musica
sulle note dei tuoi pensieri e lasciar andare tutto. Dare spazio alle idee, ai
pensieri che per tutta la settimana rimangono sopiti, ai progetti grandi o
piccoli andare ai progetti, grandi o piccoli. Puoi respirare l'aria pulita, che
sa di inverno e neve, raccogliere le foglie cadute da conservare in mezzo alle
pagine dei libri. Il profumo dell'autunno è dolce, caldo e sa di abbracci. Il
parco mi piace sempre, con ogni stagione, ma solo in questi mesi ha quel
qualcosa in più, quella calma che ti culla e ti invita a rilassarti. I passi
rallentano fino quasi a fermarsi quando, svoltando a destra imbocchi la salita
che passa a fianco delle scuderie e che inevitabilmente ti riporterà indietro.
Indietro ad un sabato placido, di film sul divano, di Dickens sotto la coperta,
di docce calde, di vino rosso e risate
davanti a un bel piatto di risotto.
Io già lo vedo questo sabato mattina ideale, che sta per arrivare, sorseggio il
mio aperitivo autunno mentre aspetto la portata principale.



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